Rigassificatori, la polemica arriva in Europa
- Ambiente
La questione rigassificatori arriva in Europa. Parte da Brindisi un appello alle istituzioni dell’Ue perché «la democrazia e la legalità abbiano ragione sugli interessi privati». Il capoluogo pugliese è infatti l’emblema dello scontro in atto tra governo, istituzioni locali e interessi delle grandi compagnie su questa nuova fonte di energia che viene presentata come la panacea per tutti i mali della questione energetica in Italia. Il punto è che a Brindisi, il rigassificatore non lo vogliono. Non lo vuole l’Amministrazione comunale, non lo vuole la Provincia di Brindisi e non lo vuole nemmeno la Regione presieduta da Nichi Vendola. Ma nonostante tutto, i lavori sono già iniziati. «A Brindisi sta accadendo qualcosa di veramente assurdo», scrive in un comunicato il cartello di associazioni che va da Legambiente a Medicina Democratica, dalla Coldiretti all’Arci: «Come opera preparatoria, la società Brindisi LNG sta realizzando una immensa colmata in uno specchio d’acqua che l’ufficio pubblico di controllo (ARPA Puglia) ha trovato gravemente e pericolosamente inquinato».


